Scarica PDF Sant'Euplo
Diacono e Martire Catanese della santa Chiesa Indivisa.

Catania, il 12 agosto 2004, ha celebrato il XVII centenario del martirio del cristiano Euplo, che San Giuseppe Innografo (816-886)[1] chiama compatrono della Città di S. Agata.
La commemorazione del dies natalis di Euplo è celebrata dal Martirologio Geronimiano, da tutti i martirologi storici, dal Calendario marmoreo di Napoli e dal Martirologio Romano il 12 agosto.
La determinazione della grafia del nome del Martire è abbastanza controversa, secondo il redattore degli Acta Sanctorum (pag. 714) Euplius si riscontra solo nel testo del card. Baronio e nel Martirologio Romano, mentre Euplus ricorre nei testi latini e in tutte le recensioni greche e, inoltre, nei Martirologi di Adone e del Maurolico, nel Martirologium Basilii imperatoris, nel Sirletano, nel Typicum S. Sabbae, nel Meneo di Chifflet. Infine il “Martirologium Hieronimianum”, di dubbia attendibilità, lo chiama Eupolus, nome che è sembrato ai Bollantisti singulare si non mendosum[2]. Alcuni documenti si pronunciano per la dignità diaconale di Euplio: il Martirologio Romano attesta: <<Catanae in Sicilia natalis S. Eupli diaconi>>; il Romanum parvum “Martirologium Catanae Eupli diaconi”; il Menologio greco lo chiama addirittura archidiaconus, mentre il siracusano san Giuseppe Siciliano, che meritò il soprannome di <<innografo>> per antonomasia, nell’Inno Mariale su S. Euplio Martire, lo chiama beato Levita (VIII Ode) e ministro della Divina grazia (IX Ode).
La Chiesa d’Oriente, che onora Euplo come uno dei più grandi martiri, nel Sinassario di Costantinopoli lo festeggia l’11 agosto.
Il culto di sant’Euplo fu molto diffuso nell’antichità: apprendiamo da una lettera di Gregorio Magno a Felice, vescovo di Messina che Gennaro, suddiacono di quella Chiesa, avendo ricevuto delle reliquie di Sant’Euplo, volle costruire una chiesa nella città dello stretto, dotarla di benefici e dedicarla alla fine del VI sec. ai santi Euplo, Stefano e Pancrazio di Taormina[3]; a Roma, il papa Teodoro I (642-649) edificò in onore di sant’Euplo, fuori Porta san Paolo, in prossimità della piramide di Caio Cestio, un oratorio che più tardi fu restaurato dal pontefice Adriano I (772-795)[4]. Lo storico gesuita siciliano Ottavio Gaetani (1566-1620), nel primo libro delle Vitae Sanctorum Siculorum, edito nel 1657, riferisce che nel IX sec. anche a Napoli esisteva nel Rione di Forcella una chiesa che si chiamava sant’Euplo. Il culto di sant’Euplo si estese anche in Francia. Nel calendario dei Santi, che è innanzi al Messale di Verdun, stampato a Parigi nel 1554, il 12 agosto si prescriveva la III lect. Eupli Martyris. Nel Breviario della Chiesa di Lisieux, stampato pure a Parigi nel 1654, era prescritta la Commemoratio S. Eupli Martyris.
L’immagine del Santo Martire catanese era raffigurata anche tra le magiche e grandiose decorazioni a mosaico dell’XI sec. esistenti nel Monastero di Dafni (Atene) in Grecia[5].
Gli Atti del martirio di Euplio ci sono pervenuti attraverso due serie di redazioni, l’una in lingua greca[6], l’altra in lingua latina[7] . I testi più antichi dei due ordini, che, sembra, provengano da un archetipo perduto, composto probabilmente sui protocolli del tribunale ma rimaneggiato verso la fine del IV-V sec., presentano fra loro varie concordanze, ma nello stesso tempo denunziano divergenze che spesso toccano elementi sostanziali. La redazione migliore è quella greca edita dal patrologo francese Jean-Baptiste Cotelier (1626-1686)[8], poi rivista criticamente da Pio Franchi dè Cavalieri (1869-1960)[9], che consiste in due brevissimi e frammentari interrogatori, ai quali il primo compilatore, antico ma non coevo, fece delle piccole aggiunte per rendere la lettura più scorrevole. Il testo presenta Euplo che, tra la folla dei curiosi davanti al correttore Calvisiano, ha in mano il Libro dei Vangeli e improvvisamente grida verso il tribunale: <<Voglio morire perché sono cristiano>>, allora viene fatto entrare nell’ufficio di Calvisiano e alla domanda del correttore, che cosa tenesse in mano, egli risponde che si tratta dei quattro Vangeli. Calvisiano decide che il processo si tenesse in pubblico, intanto fa imprigionare Euplo. Gli Atti ci dicono che questo avvenne il 29 aprile del 304. Dopo quasi quattro mesi, e precisamente il 12 agosto, il processo viene pubblicamente celebrato, Euplo è condotto dinanzi al tribunale e il correttore Calvisiano gli domanda se possiede ancora i libri sacri proibiti dagli editti dell’imperatore Diocleziano[10], egli risponde affermativamente precisando che li ha nel cuore; Calvisiano, credendo di essere preso in giro, ordina prima la tortura poi la decapitazione di <<Euplo cristiano per aver dispregiato gli editti dei Principi, bestemmiato gli dèi e ricusato di avvedersi dei suoi fatti>>[11]. Era il 12 agosto del 304, esattamente cinquantaquattro anni dopo del martirio della vergine Agata.
Nel XII sec. un’istanza della cittadinanza catanese al papa Alessandro III (1100-1181), sostenuta dal vescovo Giovanni Aiello (1167 - 1169), chiese al Pontefice la concessione del pallio per il giorno della festa di sant’Euplo. Inoltre, allora venne eretta una chiesa sopra la volta del carcere dove nel 304 fu tenuto prigioniero il Santo Diacono, distrutta dal terremoto dell’11 gennaio 1693. Nello stesso luogo, vicino ai resti dell’anfiteatro romano, oggi possiamo solo vedere quanto resta della settecentesca chiesa distrutta dai bombardamenti dell’8 luglio 1943. Le Reliquie di S. Euplo sono venerate, ormai da tempo immemorabile, nella cattedrale di Trevico, in provincia di Avellino, la cui comunità ne rivendica gelosamente l’inalienabile possesso. Il settecentesco Simulacro ligneo di S. Euplo, insieme alla reliquia di un frammento osseo del suo braccio, donata dal vescovo di Trevico, Donato Pascasio (1646-1664) dell’ormai soppressa Congregazione Benedettina dei Celestini, nel 1656 al vescovo di Catania, Marco Antonio Gussio (1650-1660), che si venerava in quella settecentesca chiesa, è esposto oggi alla venerazione dei fedeli nella Cappella normanna del SS. Crocifisso nella Basilica Cattedrale di Catania. Sant’Euplo, oltre ad essere compatrono della città di Catania e dell'Arcidiocesi, è patrono di Francavilla di Sicilia e patrono di Trevico. L’arcivescovo mons. Luigi Bommarito il 23 marzo 1989 ha istituito il Corso Teologico per i ministeri e il diaconato, mettendolo sotto il patrocinio di Sant’Euplo che fu martirizzato da Calvisiano per aver testimoniato pubblicamente la fede in Cristo Gesù e l'amore verso i fratelli.

Diac. Sebastiano Mangano



[1] San Giuseppe Siciliano “Innografo”, InnoMariale su S. Euplio Martire: <<Oggi Catania, rispettabil città, fa festa perché possiede te per suo patrono, e tutelare, e celebra con tutte le province, e prefetture, e città il tuo divino combattimento, e tu colle tue intercessioni proteggi>> Ode IX, trad. di Michele Cogliani, S. Euplio Diacono e Martire, Catania 12.8.304, Edizione Centro Studi Eupliani, Trevico (a cura di), Delta 3 Edizioni del Dr. Silvio Sallicandro, Grottaminarda (Av) 2008, pag. 49.
[Torna al testo]

[2] F. Corsaro, Studi sui documenti agiografici intorno al martirio di s. Euplo, in Orpheus, IV (1957), pag. 40. [Torna al testo]

[3] Gregorio Magno, Ep. II,6, in Opere di Gregorio Magno, Lettere/1 (Libri I/III), Città Nuova Editrice, Roma 1996, pag. 283. [Torna al testo]

[4] Lib. Pont., I, pag. 333,508. [Torna al testo]

[5] Anal. Boll. LXX (1952), pag. 125. [Torna al testo]

[6] BHG, I, I, p. 192-193, n° 629-630. [Torna al testo]

[7] BHL, I, p. 409-410, n° 2728-2731. [Torna al testo]

[8] Jean-Baptiste Cotelier, Ecclesiae grecae monumenta Parisiis 1677, p. 194-200: PG 115,323-329. [Torna al Testo]

[9] Pio Franchi dè Cavalieri, S.Euplo, in Note agiografiche, VII, Roma 1928, p. 1-54; 239-240.
[Torna al testo]

[10] Il primo editto di Diocleziano del 303 ordinava la distruzione di tutte le chiese e il divieto di tenere in casa libri e oggetti di culto della religione cristiana. L’inosservanza comportava per i liberi la perdita dei diritti civili, per gli schiavi l’abrogazione di ogni diritto ad acquistare la libertà. Un secondo editto venne emesso contro i capi del Clero, ordinandone l’arresto immediato. Un terzo editto bandiva una larga amnistia per tutti coloro che fossero disposti a sacrificare, mentre un quarto editto del 304, stabiliva per tutti i cittadini dell’impero l’obbligo di sacrificare agli dèi. [Torna al testo]

[11] T. Allegra, Vita e Martirio del Glorioso Diacono Catanese S. Euplio, Tip. Fr. Galati, Catania 1904, p. 23. [Torna al testo]

Bibliografia:

  • Acta SS. Augusti, II, Paris 1867, pag. 710-723.
  • Albert Dufourcq, Etude sur les Gesta martyrumromains, II, ivi 1907, pag. 177-185.
  • Hippolyte Delehaye, Lesorigines du culte des martyrs, 2° ed., Bruxelles 1933, pag. 311.
  • Sac. Tullio Allegra, Vita e Martirio del Glorioso Diacono Catanese S. Euplio, Catania, Tip.
  • Francesco Galati, 1904. – Ricordo del XVI Centenario di S Euplio.
  • Agostino Amore, Euplo, santo, martire, in Enciclopedia Cattolica, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico - Città del Vaticano, Casa Editrice G. C. Sansoni, Firenze1950, coll. 810-811.
  • Biblioteca Hagiographica Graeca, I, pag. 192-193, Bruxelles, 1957.
  • Calogero Allegro, Atti dei Martiri: Martirio di Sant’Euplo, Diacono, (a cura), Città Nuova Editrice, Roma 1974, pag. 93-96.
  • R.D. Rosario Mazza, Ricerche sulla tradizione intorno al Martire Euplo di Catania, a cura di Gabriella Cremona, Edizione Grafica Saturnia, Siracusa 2003.
  • Mario Fonte, Euplio, Martire Catanese, Società Storica Catanese Editrice, Catania 2004.
  • Marianna Ricupero, Il Martirio di S. Euplio, in VICUM, Organo dell’Associazione “P.S. Mancini”, Numero speciale a cura di don Michele Cogliani, Anno XXIII, N.1 (Fasc. XLII), Marzo 2005, pag. 11-24.
  • Antonio Blandini, S. Euplio: Atti, Culto, Iconografia, Devozione, in VICUM, Organo dell’Associazione “P.S. Mancini”, Numero speciale a cura di don Michele Cogliani, Anno XXIII, N.1 (Fasc. XLII), Marzo 2005, pag. 25-74.
  • Maria Stelladoro, Euplo-Euplio nella tradizione greca manoscritta, Edizioni San Paolo, 2006, 1 ed.
  • Michele Cogliani, S. Euplio Diacono e Martire, Catania 12.8.304, Edizione Centro Studi Eupliani, Trevico (a cura di), Delta 3 Edizioni del Dr. Silvio Sallicandro, Grottaminarda (Av) 2008.
Invia la tua Preghiera
a Sant'Agata