Scarica PDF Beato Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet
Nato a Palermo il 15 agosto del 1818, a 5 anni fu immesso nel monastero benedettino di San Martino delle Scale e il 15 agosto del 1840 pronunciò i voti monastici.
In tempi particolarmente tormentati per la vita della Chiesa, segnata dai cambiamenti politici e sociali del paese, egli si erge quale testimone della carità evangelica facendo rifiorire l’attività pastorale e spirituale della Chiesa catanese.
Dal 1858 fu abate del monastero catanese di San Nicolò l’ Arena fino al 1866 quando, in seguito alle leggi di soppressione degli ordini monastici, fu costretto ad abbandonare il monastero poiché, chiuso ed incamerato, così come tutti i beni degli ordini religiosi, dal nascente Stato italiano.
Divenne Vescovo di Catania nel 1867, dopo sei anni di sede vacante per le note vicende della questione romana e il complesso tema dei rapporti tra Chiesa cattolica e Regno d'Italia.
Nel 1888 Leone XIII lo volle Cardinale, visti i suoi meriti in campo pastorale, il vasto consenso riscosso tra i cittadini e l’opera di riunificazione benedettina da lui intrapresa, dopo la dispersione seguita alla chiusura dei monasteri, con la conseguente apertura del Collegio S. Anselmo sull’Aventino e la nascita della Confederazione dell’Ordine di San Benedetto.
Salito al soglio episcopale prima di tutto sentì l’esigenza di ristabilire l’ordine all’interno della Chiesa stessa in quanto la guerra condotta contro di essa con una legislazione avversa nonchè la lunga vacanza episcopale, avevano causato nel clero malessere e smarrimento.
Rivolgendosi insistentemente al clero lo incitò prima di tutto a rispettare la dignità del sacerdozio, seguendo una vita integra e sana dedita alla predicazione, alla catechesi e all’amministrazione dei sacramenti.
Promulgando ideali di umiltà, semplicità e povertà, ribadì che il sacerdote deve essere a totale servizio del popolo: si racconta di lui che andava in giro per la città con indosso il suo saio nero avvicinando la gente e parlando con essa. Fondamentale sua preoccupazione pastorale fu la difesa e diffusione dei valori religiosi e morali fra il popolo, oltre il semplice soccorso materiale: ancora viva nei catanesi la massima alla quale uniformò tutta la sua vita: “Sin quando avremo un panettello noi lo divideremo con il povero” oggi incisa sulla base del monumento a lui dedicato dal popolo catanese in piazza San Francesco d’Assisi. “La nostra porta per ogni misero che soffra sarà sempre aperta. … il nostro buon popolo vuol conservata la fede e incombe a noi che la gli si conservi”.
Per l’accrescimento della vita e dei valori cristiani, si prodigò affinchè fossero aperti scuole ed istituti per giovani sostenendone tutte le spese.
Sollecitando la comunità diocesana in favore dei poveri e bisognosi promosse diverse istituzioni religiose a carattere caritativo-assistenziale quali il dormitorio per i poveri, l’ “Opera per l’assistenza degli infermi poveri a domicilio”, il “Guardaroba dei poveri”.
Negli anni del suo episcopato affrontò inoltre numerose calamità naturali che flagellarono la città distinguendosi sempre per il coraggio e l’immensa carità.
Viva nel ricordo dei catanesi è rimasta l’eruzione dell’Etna del 1886 fermatasi, all’altezza di Nicolosi, grazie all’intercessione di Sant’Agata e alla fede e alle preghiere del Cardinale che, nonostante l’opposizione di gran parte del clero, decise di opporre all’ira del vulcano il Sacro Velo, più volte, nella storia catanese, portato in processione per fermare il fiume di fuoco.
A tutti gli abitanti di Nicolosi rispondeva “io ho fede” esortandoli a fidarsi di S.Agata che li avrebbe salvati.
A pochi metri dalla colata lavica, lì dove oggi una cappella votiva segna il luogo preciso, il Cardinale pose la Sacra Reliquia sostando in preghiera e a distanza di pochi giorni, contro ogni aspettativa, l’eruzione ebbe termine suscitando ciò la gratitudine della popolazione.
Morì il 4 aprile del 1894.
Ricordato per il suo spirito di povertà, sacrificio, umiltà e soprattutto per la carità nei confronti dei poveri e dei sofferenti (l’Angelo della Carità), nel 1931 l’Arcivescovo di Catania Carmelo Patanè iniziò la causa di beatificazione che si concluse il 25 settembre del 1988 quando Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato.
Il 25 settembre è il giorno in cui Catania ricorda e festeggia il beato Dusmet mentre il Martyrologium Romanum lo ricorda il 4 Aprile.
La Chiesa catanese deve oggi molto all’operato del Cardinale Dusmet grazie soprattutto all’attività pastorale di molti sacerdoti da lui formati oltre che di laici che hanno incarnato i suoi insegnamenti, per alcuni dei quali è anche in corso la causa di beatificazione: si ricorda l’orsolina Lucia Mangano (1887-1969) o il francescano Gabriele Maria Allegra (1907-1976) che negli anni della missione in Cina fu il primo a tradurre in cinese la Sacra Bibbia.

www.beatodusmet.eu

Bibliografia:
  • T. LECCISOTTI, Il cardinale Dusmet, Catania 1962
  • G. ZITO, La cura pastorale a Catania negli anni dell’episcopato Dusmet (1867 – 1894), Acireale 1987
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